Le toilette pubbliche di Tokyo sono il set del nuovo film di Wim Wenders, “Perfect Days”

Le toilette pubbliche di Tokyo si distinguono l’una dall’altra per l’estetica curata e lo stile architettonico unico. In più, sono tutte gratuite, ipertecnologiche e pulitissime. Aspetto, quest’ultimo, da cui ha preso le mosse la sceneggiatura di Perfect Days, l’ultimo film del regista tedesco Wim Wenders, già scelto per rappresentante il Giappone alla notte degli Oscar come miglior pellicola straniera.

Tokyo Toilet Project: dal documentario al film

Perfect Days, nelle sale italiane dal 4 gennaio 2024, secondo i piani iniziali avrebbe dovuto essere un documentario. Poi il regista ha optato per un film di finzione.

La pellicola racconta la vita semplice di Hirayama, interpretato da Koji Yakusho, vincitore del premio per il migliore attore all’ultimo Festival del cinema di Cannes.

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L’uomo di mezza età lavora come addetto alle pulizie dei bagni pubblici di Shibuya per conto della Tokyo Toilet Project. Silenzioso e schivo, ma mite e affettuoso con le persone quanto con i suoi piccoli aceri, appassionato di libri – che sceglie con cura dalla sezione “economici a 100 yen”, sempre nella stessa libreria – e di fotografia analogica, svolge con professionalità e dedizione il suo compito ogni giorno.

E proprio partendo da racconto di una quotidianità fatta di gesti e di abitudini ripetute, Wenders riesce a sintetizzare alcuni aspetti cruciali della cultura giapponese: l’ordine e la pulizia, la riservatezza, il senso di servizio e il rispetto di bene pubblico. Oltre a mostrare il valore architettonico e, strano a dirsi, il fascino delle toilette pubbliche giapponesi.

© Nippon Foundation

L’idea di fare un film sulle toilette pubbliche

Partendo dal fatto che in Giappone, a differenza dell’Italia, le toilette pubbliche sono presenti un po’ ovunque, non solo nelle grandi città, il quartiere di Shibuya costituisce un’eccezione. Sparse per tuta la zona, infatti, si possono trovare ben 17 toilette pubbliche firmate da veri e propri archistar. 

L’idea di realizzare un documentario, prima, e un film, poi, è venuta all’amministrazione della grande area della capitale giapponese, che ha chiesto al regista tedesco – personalmente legato al Paese e già autore di un documentario sul grande cineasta Yasujiro Ozu (Tokyo-Ga, 1985) e di un altro sullo stilista Yohji Yamamoto (Appunti di viaggio su moda e città, 1989) – di raccontare l’attività svolta dagli addetti del Tokyo Toilet Project, specializzati nella pulizia quotidiana dei bagni pubblici.

Padre dell’idea, a quanto si dice, è il presidente dell’azienda Fast Retailing, che possiede anche il brand di abbigliamento Uniqlo, il giapponese Koji Yanai, che ha anche collaborato alla produzione del film di Wenders.

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Toilette da archistar

Creato nel 2018 dalla Fondazione Nippon – un’organizzazione privata senza scopo di lucro che dal 1962 finanzia progetti filantropici -, il Tokyo Toilet Project è nato per incentivare l’uso delle toilette pubbliche e sfatare la convinzione che fossero luoghi sporchi e pericolosi.

La Fondazione ha ingaggiato alcuni celebri architetti a cui ha chiesto di progettare e costruire 17 nuovi bagni pubblici in varie zone di Shibuya.

Tra gli archistar spicca Ban Shigeru, vincitore nel 2014 del premio Pritzker per l’architettura, che ha realizzato il set di bagni con pareti di vetro colorato e trasparente che quando si chiude a chiave la porta si opacizza all’esterno impedendo a chi sta fuori di vedere all’interno (in una scena di Perfect Days una donna straniera chiede a Hirayama di spiegarle come funzionano).

Dove sono le nuove toilette pubbliche

Situati all’interno dei parchi Yoyogi Fukamachi e Haru No Ogawa a Shibuya, i servizi igienici pubblici sono stati progettati tenendo conto di due punti chiave: pulizia e sicurezza.

© Nippon Foundation

Nuove toilette pubbliche: pulizia e privacy

“Ci sono due cose di cui ci preoccupiamo quando entriamo in un bagno pubblico, soprattutto quelli situati in un parco cittadino” commenta Shigeru Ban. “La prima è la pulizia, e la seconda è se c’è già qualcuno all’interno”. L’ingresso è caratterizzato da una tecnologia all’avanguardia che rende opaco il vetro esterno quando le porte sono chiuse a chiave. Di notte, invece, la struttura s’illumina diventando una sorta di “lanterna” in mezzo al parco.

© Nippon Foundation

Occupato? Il vetro diventa opaco

Divisi in tre cubicoli, la struttura è colorata. Un ingresso è riservato agli uomini, uno alle donne e un terzo alle persone disabili. La cosa particolare: gli utenti possono sapere se i bagni sono vuoti già da lontano, in quanto l’esterno in vetro è trasparente se all’interno non c’è nessuno e opaco se è occupato. 

© Nippon Foundation

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