Creta tra mare, montagna e archeologia

Quali sono le caratteristiche degli ambienti naturali che si attraversano durante il trekking?

Innanzitutto il mare, infatti i primi tre giorni di trekking cammineremo lungo la costa orientale dell’isola, una zona remota e ancora poco conosciuta percorribile soltanto a piedi. Da qui ci sposteremo sulla costa settentrionale, ad Àgios Nikòlaos, capoluogo della provincia di Lassithi e posta al centro del golfo di Mirabello, nome dato dai Veneziani e già di per sé piuttosto eloquente.
Il territorio di Creta è invece prevalentemente montuoso, con tre diverse catene che superano i 2000 metri di altitudine. Sono rilievi antichissimi e mitici, con profili aguzzi e tormentati che secondo Omero diedero i natali a Zeus. Nell’entroterra il paesaggio è estremamente aspro e selvaggio ed è spesso solcato da profonde gole e canyon; durante il nostro trekking ci addentreremo in due delle più note, la gola di Zakros e la gola di Kritsà.

Quindi un viaggio a stretto contatto con la natura dell’isola. Ci puoi dire qualcosa anche sulla flora in cui sarà possibile imbattersi durante il cammino?

Creta presenta una macchia mediterranea estremamente varia e con numerose specie endemiche. Ad esempio le gole presentano dei microclimi particolari con oleandri che superano i tre metri e piante letteralmente aggrappate a pareti rocciose verticali, mentre la spiaggia di Vaï è famosa per il suo palmeto endemico che è il più grande d’Europa.
Più approfonditamente ne sapremo a Kritsà dove visiteremo il piccolo ma interessantissimo Museo Botanico guidati dal suo creatore, il signor Yorgos, un ex maratoneta olimpico che con grande passione si dedica oggi alla promozione e valorizzazione del patrimonio botanico locale.

Durante il viaggio si vedranno anche luoghi di interesse culturale?

Creta è un’isola di incredibile interesse culturale ed in particolare archeologico. Basti ricordare che dal 2700 al 1400 a.C. fu culla della prima civiltà avanzata d’Europa, quella minoica. Una civiltà ancora in buona parte misteriosa che seppe costituire un impero marittimo prevalentemente commerciale. Nei millenni successivi l’isola vide susseguirsi le dominazioni micenee, greche, romane, arabe, veneziane ed ottomane.
L’ultimo giorno del nostro viaggio ci porterà ad Iraklio, la capitale dell’isola, a visitare le due più importanti attrazioni turistiche cretesi: lo splendido Museo Archeologico, che raccoglie i maggiori tesori dell’era minoica, e il sito del Palazzo Minoico di Cnosso.

Tuttavia, anche nelle giornate dedicate al trekking avremo modo di visitare il Palazzo Minoico di Zakros e di imbatterci in altri siti minori e spesso incustoditi come i resti della città ellenistica di Ìtanos, il sito minoico di Roussolakos e il sito di Oxà.

Puoi dirci qualcosa di più di Spinalonga, l’isola “fantasma” che sarà possibile visitare durante il viaggio?

Sorta nel 1579 come roccaforte veneziana diventa ben presto una delle fortezze più importanti del Mediterraneo. Dal 1715 al 1903 cade sotto la dominazione turca e subito dopo Creta decide di farne una colonia per malati di lebbra.
Il dolore comincia così ad avvolgere Spinalonga: la cittadella e le sue mura diventano un luogo di reclusione e prigionia per i lebbrosi. La vita è davvero difficile tuttavia i malati non si danno per vinti: riparano i vecchi edifici e le strade, rimettono in funzione le cisterne, costruiscono una piazza, taverne, panifici e alimentari. Molti allevano pecore e galline e coltivano piccoli orti e frutteti. La comunità si dà un’organizzazione sociale e politica con un presidente, un prete e un insegnante per i bambini. Nonostante l’isolamento e la malattia, Spinalonga diventa una vera e propria città di lebbrosi con una quotidianità quanto più possibile “normale”.
Nel 1954, con la scoperta della cura per la lebbra, molti malati vengono curati e l’isola-lebbrosario chiude definitivamente nel 1957. Da allora più nessuno è tornato a vivere nell’isolotto roccioso ma le sofferenze umane qui patite sono rimaste intrappolate nelle mura e nelle strade e i fantasmi di un passato di dolore e abbandono sembrano ancora pervadere l’aria.

La storia di Spinalonga è davvero affascinante e di grande ispirazione, hai qualche altra curiosità da raccontarci su quest’isola?

Certamente! Nel 1967 è stata il set del cortometraggio del regista bavarese Werner Herzog Ultime parole che tratta la storia vera di un anziano suonatore di cetra che per anni si è rifiutato di lasciare il lebbrosario, del quale era rimasto l’unico abitante.
Nel 2005 il romanzo L’isola di Victoria Hislop ha “riportato in vita” Spinalonga. Dal libro nel 2010 è stata anche tratta una serie televisiva greca. La vicenda, ambientata negli anni ‘40 e ‘50, si ispira alla storia vera di uno studente di legge di Atene, che sbarcò a Spinalonga e cominciò una battaglia per dare dignità e buone condizioni di vita ai malati.
Nel 2014 il governo greco ha avviato la procedura per l’inserimento dell’isola all’interno del Patrimonio Unesco.

A chi è adatto questo viaggio a piedi?

Questo viaggio è stato pensato e progettato per essere alla portata di quasi tutti. Non vi è alcuna velleità agonistica e la scelta di muoversi a piedi è finalizzata a godere al meglio degli spettacoli naturali, a sincronizzarci ad un ritmo più lento e rilassato, a metterci nelle condizioni di fare incontri imprevisti e di stare in compagnia.
La tappa più lunga richiederà circa 5 ore di cammino soste escluse ma siamo certi che la bellezza del paesaggio e il piacere della compagnia ripagheranno ampiamente dell’inevitabile sforzo e che la prospettiva di un’ottima cena con vista sul mare e l’abbondante, semplice e genuina cucina cretese saranno uno stimolo sufficiente a compiere un passo dopo l’altro!

L'articolo Creta tra mare, montagna e archeologia proviene da ViaggieMiraggi.



from ViaggieMiraggi https://ift.tt/2HQIfj2
via Creta tra mare, montagna e archeologia

Commenti