Cammino 100 Torri, a piedi per scoprire la Sardegna più misteriosa

«La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattromila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso». Con queste parole Fabrizio De André raccontava la “sua” Sardegna. E aveva ragione, ragione da vendere.

Palcoscenico dove ogni paesaggio recita la sua parte, quest’isola offre non solo spiagge deserte e bianchissime, ma anche foreste secolari e borghi antichi dove il tempo sembra essersi fermato, promontori a picco sul mare con vista mozzafiato e villaggi minerari abbandonati. Luoghi sorprendenti, che nel tempo hanno ispirato registi in cerca di nuovi scenari. Indimenticabile Cala Fuili, Cala Luna e Capo Comino, dove nel 1974 Lina Wertmüller ha fatto naufragare Mariangela Melato e Giancarlo Giannini nel film capolavoro Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto. Uno spettacolo nello spettacolo.

Terra misteriosa, ricca di storia e cultura, la Sardegna nasconde perle che pochi conoscono. Come una piramide babilonese, ovvero l’altare prenuragico di Monte d’Accoddi, vicino a Sassari, nella Sardegna nord-occidentale. O quello che viene definito come il canyon più grande d’Europa, la gola di Gorropu, meta degli amanti del trekking, che ha un’origine carsica e si trova nel in Barbagia, nel Supramonte, al confine tra i territori dei comuni di Orgosolo, Oliena, Urzulei e Dorgali. In queste terre, precisamente nel comune di Luras, in provincia di Olbia Tempio, troviamo anche l’albero più antico d’Italia: un olivo antichissimo, il Patriarca o S’Ozzastru (l’Olivastro n.d.r), le cui dimensioni sono impressionanti (è alto ben 14 metri, la circonferenza del tronco misura undici metri e mezzo, mentre il diametro della chioma è di 21).

Un’isola tutta da scoprire, magari camminando. Almeno questa è l’idea di Nicola Melis, ingegnere cagliaritano, che assieme agli amici Matto Tamborino, Roberto Contu e Stefano Paderi ha studiato un itinerario, il Cammino 100 Torri, che toccando le 100 Torri della Sardegna si snoda lungo tutto il periplo sardo: quasi 1.300 chilometri (precisamente 1.248) da percorrere a piedi in 60 giorni e 70 tappe tra spiagge, foreste e stagni, senza mai allontanarsi dalla costa.

«L’idea di questo progetto – ci racconta Melis – è nata tre anni fa una volta rientrato dal Cammino di Santiago che avevo intrapreso con mio padre. Con Roberto, Matteo e Stefano abbiamo pensato di valorizzare le bellezze naturali e storiche della nostra terra attraverso un percorso particolare, che abbiamo definito solo dopo tre mesi di ricerca e di studio su luoghi e servizi». Ogni singolo chilometro e dettaglio è stato testato preventivamente, affinché il Cammino 100 Torri potesse essere scelto non solo da chi ama il mare e le spiagge, ma anche da chi vuole vivere un’esperienza all’insegna della natura più vera e selvaggia.

Considerato che il cammino si snoda lungo tutto il perimetro sardo e si può percorrere sia in senso orario che antiorario, la partenza è teorica, anche se per motivi organizzativi è consigliabile partire da Cagliari, Porto Torres, Alghero, Olbia, Oristano o Arbatax.

Spiagge quarzose, granitiche, formate da piccoli cristalli e dune in continuo movimento accompagnano il viaggiatore per lunghi tratti, mentre paesaggi vergini, che non hanno ancora subito l’intervento dell’uomo, lasciano il posto a scorci diventati veri e propri simboli della Sardegna. «Il cammino fa assaporare la voglia di conoscere fino in fondo la Sardegna più vera, pura. Si percorrono strade sterrate con il mare sempre al nostro fianco per incontrare, lungo il cammino, le 100 Torri costiere della Sardegna, punto di riferimento del progetto, che nel Medioevo costituivano il sistema difensivo, di avvistamento e di comunicazione della costa e che ora dominano i paesaggi più caratteristici dell’isola».

Settanta tappe in sessanta giorni, circa 10 ore di cammino, per un totale di 30-35 chilometri ogni giorno. Zaino in spalla e via. «Questo cammino non è una semplice passeggiata da costa a costa. Per intraprendere questa avventura bisogna essere allenati fisicamente e muniti della giusta attrezzatura. Consiglio uno zaino non troppo pesante, al massimo 12/15 chili, abbigliamento tecnico oltre scarpe da trekking, percorriamo circa 450 chilometri di spiaggia. Indispensabile un poncho salva-pioggia. Non è assolutamente vero che in Sardegna c’è sempre il sole!», chiosa Melis.

Al seguito del gruppo un mezzo con una tenda da 15 posti (fornita dall’associazione I Sardi Soccorso) da montare a supporto, dove è possibile e di sostegno a chi non riesce a portare a termine la tappa giornaliera. Il team ha mappato anche campeggi e luoghi dove dormire a prezzi che vanno da 5 a 25 euro a notte, oltre a fontane e sorgenti lungo tutto il percorso, che permettono di risolvere problemi di logistica.

Un progetto ambizioso, che Nicola Melis  ha portato avanti con tenacia, perseveranza e grande forza di volontà, nonostante le difficolta incontrate strada facendo (sia in senso metaforico che figurato) e qualche detrattore. «Ho creduto fortemente in questo progetto – conclude Melis –  nonostante all’inizio mi abbiano dato del folle. Del resto la testardaggine è tipica di noi sardi. Volevamo condividere la “nostra” Sardegna in un modo diverso. Vedere negli occhi dei nostri viaggiatori la meraviglia e lo stupore restituito dai paesaggi mi ripaga di tutta la fatica. Andiamo avanti con le nostre idee, continuiamo a camminare, nel bene e nel male. Esattamente come facciamo nella vita. Perché non ci si può fermare solo se una cosa non ci piace».

Per maggiorni informazioni Cammino 100 Torri

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