Pasqua in Umbria, tra colline e borghi, per gustare la primavera

Umbria

Un’insolita Umbria da esplorare a Pasqua, salutando la tanto attesa primavera. Collinare e montuosa, adagiata tra Toscana, Lazio, Abruzzo e Marche, è la terra dei borghi. Alcuni molto noti  come Gubbio o Norcia, colpita gravemente dal terremoto – ma anche molti meno conosciuti, ben conservati dalle mura che li proteggono. E l’Umbria è anche terra di grandi prodotti enogastronomici, come il Sagrantino di Montefalco DOCG e l’olio extravergine d’oliva Dop Umbria. Non è un caso, se questa terra di arte e spiritualità è anche molto amata dai viaggiatori per il suo lato goloso.

La ciaramicola e le altre scoperte a tavola

Ospitale, dolce e schietta, incantevole ma timida. Apparentemente meno seducente della vicina Toscana, che abilmente negli anni ha saputo costruirsi un brand riconoscibile nel turismo mondiale. Ecco perché l’Umbria, ribattezzata “cuore verde d’Italia” proprio per i molti boschi che la attraversano, è ancora da scoprire. Il modo migliore per metabolizzare il paesaggio? Prendersi del tempo e cercare di entrare nelle comunità locali, anche grazie al cibo che è tradizione ma anche vita quotidiana. A cominciare dalle tipicità della stagione primaverile, come la Torta di Pasqua, regina di questa festività: in Umbria, ancora oggi,  si celebra la domenica di Pasqua con una prima colazione a base di torta al formaggio, capocollo, uova sode. Chiamata anche “pizza di Pasqua” nel ternano o “crescia” nell’eugubino, si tratta di una torta salata a base di uova, farina e formaggi misti, che nella tradizione veniva preparata dalle donne di famiglia il giovedì santo. E immancabile a Pasqua è anche la ciaramicola, un dolce preparato nella provincia di Perugia: un torcolo all’alchermes, di colore rosso, ricoperto con una glassa bianca e dei confettini colorati. L’accostamento del rosso e del bianco ricorda proprio i colori simbolo della città capoluogo dell’Umbria.

Da Perugia a Montone 

Sono piccole scoperte in successione quelle che si possono fare tra i borghi umbri. Prerequisiti: curiosità e sano appetito. Iniziate facendovi un regalo: alloggiate alla Alla Posta Dei Donini, residenza d’epoca seicentesca alle porte di Perugia. E dopo aver salutato il giardino all’italiana che incornicia la villa potete addentrarvi nell’Umbria settentrionale alla volta del borgo di Montone, inserito tra i Borghi più belli d’Italia. Lasciato alle spalle il lago Trasimeno, situato nella parte nord a confine con la Toscana, vi troverete in un borgo fatto di silenzi che ricordano l’atmosfera medievale originaria. Cinto da mura possenti, Montone si sviluppa su due colli su cui sorgono il convento francescano e la rocca di Braccio. Il borgo è chiuso da tre porte, del Monte, del Verziere e di Borgo Vecchio. Se vi è venuta fame, proprio vicino alla piazza Fortebraccio fate una pausa da Tipico, un’osteria dove potete trovare ottimi prodotti locali. Ordinate gli umbricelli, la tipica pasta fresca, con ragù bianco di Chianina e sedetevi nella sala con il grande camino. E sappiate che lunedì 2 aprile a Montone è in programma la prima ostensione della “Santa Spina”, una festa ricca di spiritualità, fortemente legata alla storia della città. Oltre ai riti religiosi sono previsti diversi appuntamenti ricreativi.

Da Gubbio a Torgiano

Prossima tappa? Gubbio, deliziosa cittadina che si snoda tra botteghe di antiquari e indirizzi in cui fermarsi, tra Piazza Grande e antichi Palazzi, che fino al 2013 sono anche stati sede delle riprese della fiction tv Don Matteo, ora spostate a Spoleto. Segnatevi per dormire il Park Hotel ai Cappuccini, mentre per mangiare c’è il Ristorante Bosone Garden in pieno centro, dove tra mura in pietra e arredi in legno avete solo da chiedere agli affabili coniugi Mencarelli. Consigliatissima, tra le tante prelibatezze, la torta al testo, vero street food locale che consiste in pane non lievitato, detto anche crescia, da imbottire con i saporiti prosciutti umbri. E ricordatevi che il 15 maggio Gubbio accoglie la festa umbra più sentita, celebre in tutta Italia e non solo: la Festa dei Ceri. Non è una semplice festa religiosa (legata alla celebrazione del patrono Sant’Ubaldo), ma una festa, che cattura l’anima eugubina, in cui i tre ceri, ognuno dei quali sormontato dalle statue di Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio, vengono portati a spalla in una corsa che avviene nei vicoli del centro storico. E per incontrare il re del territorio, il vino Sagrantino, tappa consigliata è quella nell’azienda Terre Margaritelli,  che si scopre dirigendosi a sud di Perugia, verso la località di Miralduolo di Torgiano. Rimarrete incantati dalla cantina con 60 ettari biologici e un vigneto incastonato su una collina da cartolina: alla guida c’è il visionario Federico Bibi affiancato dalla moglie Jennifer McIlvaine, americana, ex ballerina, ora dedita, con grande grazia, ai fornelli.

Il borgo di Montone

Il borgo di Montone

Verso Todi, tra borghi ed eventi

Scendendo verso il cuore dell’Umbria, si supera prima Cannara, da dove viene la dolce cipolla, poi Deruta, patria delle colorate ceramiche e Spello, dove, tra le caratteristiche stradine del borgo umbro, il 2 e il 3 giugno prendono vita le Infiorate, manifestazione famosa in tutto il mondo che, nel giorno del Corpus Domini, celebra il passaggio del Corpo di Cristo. Un percorso di circa 1,5 km vede l’alternarsi di più di 60 infiorate diverse, tra tappeti e quadri floreali. Proprio al centro dell’Umbria s’incontra poi il borgo di Montefalco, la patria del Sagrantino, ed è proprio il fine settimana di Pasqua, dal 31 marzo al 2 aprile, che si svolge qui la manifestazione Terre del Sagrantino, una rassegna dedicata ai produttori di Sagrantino DOCG di Montefalco, ma dove trovare anche formaggi, salumi, ceramiche e tessuti. Tra gli appuntamenti di primavera: nella vicina Trevi, il 21 e 22 aprile, si terrà un picnic tra gli ulivi, con un programma che prevede mostre, degustazione e mercati contadini. E succede che tra i borghi umbri si palesino anche maestosi ulivi, come a Giano dell’Umbria, situato in posizione panoramica tra i Monti Martani e sede di una piccola azienda agraria a conduzione familiare. Qui infatti c’è Moretti Omero, che imbottiglia Montefalco Sagrantino DOCG, Montefalco Rosso DOC, Montefalco Bianco DOC e olio biologico. La testimonial dei prodotti? Nonna Quinta, cresciuta a pane e olio e che oggi, guidata delle astute nipoti, dispensa le ricette della tradizione su youtube .

Verso Orvieto, da un resort a un museo speciale

E dopo tanti paesini, come capita in questa terra sorprendente, si possono incontrare piccole grandi gemme come il Roccafiore, resort con spa avvolto dalla quiete di verdi vallate che guardano Todi, in un angolo di campagna strappato dal paradiso. Vino e arte si fondono tra giardini, uliveti e una cantina che raccoglie i frutti di vigneti votati a Sangiovese, Grechetto e Sagrantino. Spostandosi verso ovest c’è un’ultima tappa che vi consigliamo che è in realtà una chicca, ideale per il weekend di Pasqua: Civitella Sul Lago, borgo in cui passeggiare tra vecchie vie, piccoli archi e minuscole piazze. Qui sorge un museo molto particolare: quello dell’Ovo Pinto, che da 30 anni racchiude i più diversi gusci di uova decorati, da quello di quaglia a quello di struzzo, da quello di piccione a quello di cigno, che vengono premiati ogni anno in seguito a un concorso a tema le cui opere selezionate vengono esposte in mostra da Pasqua al 1 Maggio.  A Civitella Sul Lago c’è un anche un indirizzo gourmet: Il Ristorante Trippini che ha una vista incredibile sul Lago di Corbara, sul quale questo borgo silenzioso si affaccia. Un bacino artificiale, realizzato con lo sbarramento del fiume Tevere, che va dal toscano monte Amiata fino ai monti Cimini del Lazio. Una vista panoramica che si gode dal cosiddetto Belvedere, che racchiude un’altra chicca: la sala da barbiere più piccola d’Italia , tant’è che la sala d’aspetto è proprio sulla piazza. E infine, c’è anche uno spunto per un’ultimissima tappa: a 17 km c’è Orvieto, che su un basamento di tufo, con il suo imponente Duomo di Santa Maria Assunta, è un altro simbolo dell’Umbria. Da scoprire.

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