Come ogni anno, l’attesa di ottobre è finita: la classifica Best in Travel 2018, cioè i luoghi da visitare nel 2018 secondo gli esperti delle guide di viaggio più famose del mondo, è arrivata. I maniaci del mappamondo in questo momento corrono a guardare Google Map, a zoommare Google Earth per vedere se quel mare è davvero da urlo, a calcolare quante delle mete dell’anno sono già nella mappa personale dei posti già visti, o almeno nella Bucket List, la lista dei posti da vedere almeno una volta nella vita.
Con ben 2 piazzati nelle liste principali – Matera, al 7° posto nella categoria città e le Isole Eolie al 6° nelle Regioni, intese come aree geo-naturali – l’Italia non è andata per niente male. Considerato che i Paesi del mondo sono 196, di cui 193 sono membri dell’Onu, e che la Francia, il nostro competitor storico nelle questioni di viaggio, ha solo un “vincente” in classifica, la (favolosa) regione meridionale del Languedoc-Roussillon, possiamo festeggiare.
Il «Dove andare e perché» nei prossimi dodici mesi è fatto di 30 nomi per 3 liste (Paesi, Città, Regioni, nel senso di aree geo-naturali) ma è arricchito di altre classifiche, «minori», che in realtà sono probabilmente le più interessanti. Ci sono i Luoghi più convenienti – sul podio Tallinn, Lanzarote e l’Arizona – e le Destinazioni adatte a viaggiare in famiglia (c’è adove troviamo l’Emilia Romagna, in compagnia tra lgi altri di Oman, Norvegia, Namibia e Messico).
(Tutta la classifica nella gallery sopra)
Fra le novità nel turismo la più clamorosa forse è l’Antartide in aereo, visto che il Continente di ghiaccio, al momento raggiungibile solo in crociere non certo economiche, da gennaio 2018 sarà raggiungibile in aereo dall’Argentina, grazie al primo volo commerciale ma di indubbio fascino della compagnia di bandiera di Buenos Aires Lade. Se i turisti letterari, che l’anno scorso erano stati deliziati dgli itinerari di Jane Austen, a 200 anni dalla morte della scrittrice che amava Bath e la campagna inglese dell’Hampshire forse come nessun altro, ora possono concentrarsi su James Joyce: l’Ulysses Centre di Dublino nella sede dell’università frequentata dallo scrittore aprirà ad autunno 2018.
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10 motivi per cui il Cile sarà la meta da visitare nel 2018Se il timore è di trovare solo scelte classiche, un po’ retro, i trend segnalati da Lonely Planet rimediano: il Turismo Ninja in Giappone è in crescita, soprattutto nella provincia di Iga, sede dei luoghi sacri a questa arte marziale sacra, e a Tokyo apriranno un Ninja Museum ce una Ninja Academy per addestrarsi con un vero Ninja, con tanto di diploma finale.
Quanto alle liste principali, il Paese dell’anno, il Cile (l’anno scorso era il Canada) ha dalla sua il celebrato deserto di Atacama, il luogo del mondo più simile a Marte tanto che li mezzi spaziali americani destinati ad atterrare sul Pianeta Rosso prima di partire per lo spazio sono apssati da qui. Noi aggiungiamo che il Cile, stretto, lungo e tanto isolato per natura grazie alle Ande da una parte e l’Oceano Pacifico dall’altra, è una delle food destination del mondo: perifno i peruviani, che vantano la cucina più raffinata dellAmerica Latina, vanno in Cile amnche solo per bere e mangiare bene.
Le stranezze nell’elenco? Quest’anno forse meno del solito, le provocazioni e i luoghi sconosciuti da “Mai sentito nominare”, parte integrante del divertimento, questa volta sono soltanto un paio. Guanajuto, Messico, a Nord della capitale, che vanta di certo bellezze, ma secondo la stampa messicana anche un tasso di criminalità piuttosto alto. Siamo proprio sicuri di volerci andare in massa con lo zaino in spalla stile Tony Wheeler, il fondatore australiano di Lonely Planet, ex ingegnere della Chrysle e padre di tutti i backpacker, i viaggiatori avventurosi da autostop del mondo, che nel 1973 con sua moglie Maureen scrisse a Sydney. la prima Lonely Planet di sempre: “Across Asia on the Cheap”
E infine, non mancano i due luoghi sconosciutissimi: Lahaul e Spiti, India. Che si rivelano a sorpresa le scoperte migliori: l’area una specie di nuovo Tibet, o per meglio dire, visto che il vero Tibet è ormai cinesizzato e colonizzato da Pechino fino all’ultima insegna per strada, il prossimo, favoloso, Bhutan. Remoto, autentico, tradizionale. Da conquistare prima che arrivino gli altri. Prendiamo nota. Vista la fama della classifica, e quanto rimbalza in ogni sito web del Painet, fino all’ultima valle himalaiana, speriamo l’estate prossima di non arrivare a Spiti e trovarci un fast food.
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