Una rivoluzione lunga un secolo. Che ancora soffia ricordi tumultuosi su San Pietroburgo, al pari del vento gelido che già spira sulla Neva. La capitale culturale russa dedica due mostre e varie manifestazioni all’avvenimento storico che cambiò le sorti del Paese. E del mondo intero. Quest’anno la Russia fa i conti il centenario della Rivoluzione d’ottobre che nel 1917 rovesciò la monarchia. Una buona scusa per (ri)scoprire la città-simbolo che segnò l’inizio dell’era sovietica. Ma che fu, nel contempo, capace di preservare intatta l’eredità architettonica dell’epoca zarista. L’oro dello splendore dei Romanov e il rosso delle bandiere con falce e martello. Contraddizioni a tinte forti che si ritrovano a cominciare dal Palazzo d’Inverno: da ex-residenza degli zar, da Pietro il Grande in poi, a edificio emblema della rivoluzione, espugnato dai bolscevichi. Non può che partire da qui il viaggio sulle tracce dei luoghi pietroburghesi toccati da quell’ottobre rivoluzionario di cento anni fa. A fare bene i conti, l’anniversario cade tra il 7-8 novembre. Ma l’evento è passato alla Storia come Rivoluzione “d’ottobre” perché all’epoca in Russia si adottava il calendario giuliano: ecco perché le date celebrate sono il 25 e 26 ottobre.
Con la sua facciata bianca e verde acqua, che si intona perfettamente con il cielo pallido di San Pietroburgo, il Palazzo d’Inverno è un capolavoro di arte barocca sbocciato sotto il regno di Caterina la Grande, despota illuminata, protettrice delle arti, amica di filosofi e scrittori. Ora e per tutto l’inverno, la sua facciata principale si trasforma in un maxi schermo dove verranno proiettate immagini e rievocazioni della rivoluzione russa. Il palazzo è parte del complesso dell’Hermitage, il museo russo che, più di tutti, si è guadagnato fama a livello mondiale. Non a caso: qui sono custodite stabilmente opere dal valore inestimabile di Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio. E poi, ancora, Rembrandt, Rubens, Canova, Monet, Kandinsky, Picasso. Ma oggi il museo è sotto i riflettori per due mostre temporanee sul periodo bolscevico: “Il Palazzo d’Inverno e l’Hermitage nel 1917” e “La stampa e la Rivoluzione: pubblicazioni degli anni 1917-1922 dalle collezioni Hermitage”.
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Sfuggita alle incursioni architettoniche del regime sovietico, la capitale artistica e culturale della Russia conserva un’atmosfera e un fascino inimitabili. Il modo migliore per avere una visione d’insieme di tanto splendore è fare una crociera grazie a uno dei numerosi boat tours lungo il fiume Neva, il cui delta forma un gruppo di isole, e ammirare l’elegante geometria di San Pietroburgo dall’acqua. La città-modello di Pietro I Romanov il Grande è un susseguirsi di palazzi reali, raffinati teatri, preziosi musei ed eleganti edifici. Tra i tanti, la Fortezza dei Santi Pietro e Paolo è un colpo al cuore: fondata su una piccola isola si è, nel corso dei secoli, arricchita di una chiesa e un carcere, dove al tempo della Russia zarista venivano rinchiusi i prigionieri politici, ed è anche stata sede della zecca. Meritano una visita sia l’omonima Cattedrale, al cui interno sono custodite le spoglie di quasi tutti gli zar e le zarine di Russia, sia il Museo della Storia di San Pietroburgo, nelle cui sale è narrata lo sviluppo della città. E se dopo le visite si è in cerca di un po’ di relax, proprio fuori le mura della fortezza c’è una spiaggetta dove i pietroburghesi amano rilassarsi anche nelle fredde giornate ammirando il panorama.
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