Dal Baltico al Mare del Nord: le più belle coste della Germania

1774 Wismar

Spiagge bianche a perdita d’occhio, città gioiello, stazioni balneari Belle Époque, natura protetta da riserve. E tante occasioni per fare movimento, dalla bicicletta alle passeggiate, dalla vela al kite surf. È l’altro mare, quello della Germania, migliaia di chilometri di coste affacciati sul Baltico o sul Mare del Nord, dove si apre uno dei territori più vari d’Europa.

Il viaggio di scoperta può iniziare dal Meclemburgo e Pomeriania. Secondo la Lonely Planet, il suo litorale sul Baltico è uno dei segreti meglio custoditi d’Europa. Clima mite, baie riparate, spiagge chiare, natura intatta e un susseguirsi di eleganti stazioni balneari. Sono le migliori spiagge in Germania. Come Graal Müritz, a una mezz’ora d’auto dalla città anseatica di Rostock, che si affaccia su 5 chilometri di soffice sabbia spesso deserti. Solo nei punti più affollati la spiaggia è punteggiata dagli Strandkörbe, i pittoreschi e comodi divani da spiaggia con il corpo in vimini e il tetto parasole di tela a strisce, veri simboli di questi luoghi. È lambita da acque basse, premiate dalla Bandiera Blu e adatte anche ai bambini. Alle spalle delle dune, verso la penisola Fischland Darß-Zingst, c’è una delle sorprese naturali di questo itinerario, la riserva Ribnitz-Müritzer. Protegge quasi 300 ettari di brughiera, dove i boschi di pini marittimi lasciano il posto a paludi e torbiere abitate da animali e piante oggi rare, come alcune specie di orchidee e gru. Il centro informazioni della Riserva naturale organizza ogni mercoledì un tour guidato di 3 ore, lungo oltre 7 chilometri (Infozentrum Wald und Moor, Ribnitzer Landweg 3, Ribnitz-Damgarten).

La spiaggia e le dune si estendono anche a Markgrafenheide: su questo tratto c’è la prima sosta golosa, pieds dans l’eau. Aperto un paio di anni fa, tutto in legno sbiancato, il ristorante Blaue boje dello Strandresort Markgrafenheide ha una panoramica terrazza sulle dune. Da assaggiare il merluzzo in crosta con timo e riso alla mela o il luccioperca con fagiolini, pere e pancetta, un accompagnamento tipico della cucina di Amburgo.
Proseguendo verso Ovest, non si può mancare Wismar, bella testimonianza della ricchezza della Lega anseatica nel XIV secolo. La raccontano il vecchio porto, il canale artificiale Grube, la splendida architettura sacra in gotico in cotto. Da vedere l’esposizione allestita nella chiesa di Santa Maria, che bene illustra le tecniche dell’edilizia e dell’artigianato medioevale. Nel porto storico le vecchie barche sono state trasformate in chioschi di Fischbrötchen, i panini con il pesce. Sono il piatto nazionale del Nord, parte della cultura di chi vive sulla costa: nel panino si infilano aringhe alla Bismark o le piccole aringhe Matjes, con l’aggiunta di anelli di cipolla, cetrioli sottaceto e qualche foglia di insalata.
Il pesce trionfa anche al Fischereihof Kamerun, a una ventina di chilometri, nella piccola, deliziosa marina di Boltenhagen, con le case dei pescatori che risalgono ai primi del ‘900 lungo il molo. Lo gestisce la famiglia Dulkemann, in mare da 4 generazioni, che organizza anche uscite in peschereccio. Boltenhagen, come rivela la nell’architettura art déco delle case, è una delle stazione climatiche più antiche della Germania. Oggi offre cure per la talassoterapia all’avanguardia, nelle Ostsee Therme (Ostseeallee 106, Ostseebad Boltenhagen, tel. 038825 493). In più, una spiaggia di 5 chilometri, acque cristalline e un ampio ventaglio di attività, dalla bicicletta al windsurf. Da qui un piacevole itinerario sulle due ruote attraversa la campagna e porta al Castello di Bothmer, da poco riaperto dopo un notevole restauro. Costruito nei primi decenni del ‘700 per il Conte Hans Caspar Von Bothmer, è una struttura barocca affascinante, che oggi rivela la ricchezza degli inizi ma anche i segni dei periodi di degrado, lasciati appositamente visibili. Modernissima è invece l’Orangerie, il ristorante caffetteria con i tavoli che si allungano nel cortile del castello. In estate, il castello è sede di concerti. Si rimane in campagna anche per la notte: la Gutshaus Parin è in una bella casa d’epoca ristrutturata con i metodi della bioedilizia, con una nuova ala. Ottima la cucina del ristorante vegetariano. Continuando verso Ovest, ecco Lubecca. Fondata nel XII secolo, fu capitale dell’Hansa e tra il XIV e il XVI secolo dominò il commercio in tutta l’Europa del Nord. Il suo glorioso passato è ancora vivo nel centro storico, che dal 1987 è parte del patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Si passeggia volentieri tra gli edifici Backsteingotik, le splendide architetture gotiche a mattoni rossi. I dolci di marzapane, preparati seguendo la ricetta originale, si comprano da Niederegger, attivo dal 1806. L’altra sosta da non mancare è il ristorante Schiffergesellschaft, in una splendida casa che fu dal 1535 la sede della confraternita dei capitani. Si cena in un ambiente di grande fascino, sotto a un’infinità di modelli di vascelli, vecchie lampade e antichi candelieri. Ma Lubecca è anche una città vivace, con molti eventi, tra cui spicca il Duckstein Festival, kermesse all’aperto che unisce musica, cultura, cucina e birra lungo le rive del fiume Trave.
La spiaggia domina pure Timmendorfer Strand, sulla baia di Lubecca. È una destinazione trendy, frequentata dagli amburghesi. Tante le attività proposte, dal beach volley al kitesurf, dalla vela al golf. E molti pure gli eventi, come il Niendorfer Hafentage, festival con musica e cucina sul porto, o l’attesa dell’alba (organizzatevi per essere là il 27 agosto) sulla spiaggia di Niendorf in compagnia di un’orchestra a cui segue la colazione in spiaggia. Un’altra attrazione di Timmendorfer Strand sono i moli, tra cui il Maritim, lungo 275 metri, e lo Seeschlößchenseebrücke, alla cui estremità sorge l’ultra panoramico ristorante Wolkenlos. Poi, si cammina e si va in bicicletta nella riserva protetta che stende alle spalle del lago Hemmelsdorfer: di origine glaciale, tra acquitrini e brughiere ospita uccelli acquatici, spesso rari. È invece culturale la tappa successiva, a Neumünster, cittadina al centro dello Schleswig-Holstein, il Land bagnato sia dal Baltico sia dal Mare del Nord. Qui la sorpresa è la Herbert Gerisch-Foundation. Nel parco di Villa Wachholtz, bella dimora Art Nouveau, c’è la collezione iniziata nel 2002 da Brigitte and Herbert Gerisch. Tra i fiori e gli imponenti alberi trovano posto i lavori di artisti del calibro di Magdalena Abakanowicz, Horst Antes, Mimmo Paladino, Menashe Kadishman, Brigitte Kowanz, Markus Lüpertz, Olaf Nicolai. Nelle sale aperte alle esposizioni temporanee, fino al 24 settembre va in scena Niki de Saint Phalle: Von den Nanas zum Tarotgarten, che presenta 50 opere dell‘artista nota per le nana e il Giardino dei tarocchi vicino a Capalbio, in Toscana. Anche l’indirizzo per la notte è interessante: l’Altes Stahlwerk Business & Lifestyle Hotel è un bel recupero di un impianto industriale. Sul Mare del Nord il paesaggio cambia: il protagonista è il Wattenmeer, patrimonio naturale tutelato dall’Unesco. Letteralmente in balia delle maree, è un lembo di terra che scompare e riappare, rivelando un paesaggio unico, fatto di dune, spiagge fangose e prati salati. Ma singolare è anche la meno conosciuta area del delta dell’Elba, protetta dalla Riserva Naturale Hadelner & Belumer Außendeich, a Belum, in Bassa Sassonia, che comprende gli 8 km di diga esterna tra i fiumi Medem e Oste, habitat di molti uccelli acquatici. I complessi sistemi di dighe sono frequenti sulle coste della Germania del Nord, esposte a tempeste e inondazioni provocate dal forte vento. Si dice che le pecore siano le loro custodi: brucando e calpestando il terreno, li mantengono intatti. Si fa base a Otterndorf, sul fiume Medem, che nel centro storico conserva alcune belle case a graticcio. Comodo l’Hotel am Medemufer, con belle stanze sul giardino che digrada verso l’acqua.

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